Orlistat

L’ Orlistat ( Xenical o Ally) è un farmaco anti-obesità, che agisce bloccando le lipasi pancreatiche ed impedisce l’assorbimento di circa il 30% del grasso contenuto nella dieta.
Il limite di questo farmaco è che per poter funzionare necessita di una dieta contenente una certa quantità di grasso. Il paziente deve fare attenzione a distribuire i grassi alimentari nei 3 pasti principali.

Il dosaggio di Orlistat è di 120 mg per 3 volte al dì, poco prima , durante, o almeno entro 1 ora dal pasto.
Poiché il farmaco ostacola l’assorbimento dei grassi ne deriva che viene alterato anche l’assorbimento delle vitamine liposolubili ( D, E, K) e del beta-carotene. Il paziente , nel corso della terapia con Orlistat, deve assumere supplementi vitaminici.

Orlistat trova indicazione nei soggetti con indice di massa corporea ( BMI ) uguale o superiore a 30 kg/m2 e nei soggetti con BMI uguale o superiore a 27 kg/m2 e fattori di rischio ,quali: diabete, ipertensione, iperlipidemia.
L’indice di massa corporea si ottiene, dividendo il peso in kg per l’altezza in metri al quadrato : esempio, un uomo di 80 kg di peso per un’altezza di 1,80 m , presenta un BMI di 24,69.

Il trattamento farmacologico deve essere necessariamente associato a cambiamenti nello stile di vita ( dieta, esercizio fisico ).

Le principali reazioni avverse dell’Orlistat sono a livello gastroenterico e rappresentano una manifestazione del suo meccanismo d’azione.
Nel primo anno di trattamento su un campione di 1.913 soggetti trattati sono emersi i seguenti effetti indesiderati: espulsione di liquidi oleosi ( 26,6%), flatulenza con defecazione ( 23,9%) , urgenza alla defecazione ( 22,1%), feci oleose ( 20%), evacuazione oleosa ( 11,9%), aumentata defecazione ( 10,8%), incontinenza fecale ( 7,7%).
Questi effetti si riducono durante il secondo anno di trattamento.
Circa la metà degli episodi gastrointestinali associati all’Orlistat durano meno di 1 settimana, e non più di 4 settimane. Tuttavia in alcuni individui gli eventi avversi gastrointestinali possono anche durare più di 6 mesi.

Alcuni pazienti dopo trattamento con Orlistat possono presentare più alti livelli di ossalato urinario. Pertanto deve essere posta attenzione nel prescrivere Xenical a pazienti con una storia di iperossaluria o nefrolitiasi da ossalato di calcio.

L’Orlistat è controindicato nei pazienti con sindrome da malassorbimento cronico e colestasi.
E’ sconsigliato l’uso del farmaco nelle donne in gravidanza, in quelle che allattano e nei soggetti in età pediatrica.

Il trattamento con Orlistat deve essere sospeso qualora nell’arco di 12 settimane ( 3 mesi) non si verifichi una riduzione di peso di almeno il 5%.
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Sibutramina Riduci
La Sibutramina ( Reductil ) è un farmaco anti obesità, che trova indicazione nei pazienti con indice di peso corporeo ( BMI) di almeno 30.
I soggetti, che hanno altri fattori di rischio, come ipertensione o diabete, possono essere trattati con il farmaco anche con BMI di 27.
Efficacia terapeutica
Sviluppata come farmaco antidepressivo, la Sibutramina ha dimostrato ridurre il peso corporeo.
109 persone obese con BMI ( Body Mass Index ) maggiore di 30Kg/mq, trattate con Sibutramina (10mg/die) hanno perso 7,52Kg, mentre quelle trattate con placebo 3,56 Kg. La perdita di BMI è stata di 3,14Kg/mq nel gruppo Sibutramina e 1,46Kg/mq nel gruppo placebo.
La Sibutramina funziona principalmente inibendo il reuptake ( il riassorbimento) dei neurotrasmettitori, coem norepinefrina ( detta anche noradrenalina) e serotonina.
Il meccanismo della Sibutramina ricorda quello della Dexfenfluramina ( un farmaco ritirato dal commercio a causa dei suoi effetti collaterali). Tuttavia la Dexfenfluramina, a differenza della Sibutramina, provoca anche un aumento del rilascio di serotonina.

Effetti indesiderati
I più comuni effetti indesiderati della Sibutramina sono: secchezza delle fauci, cefalea, costipazione ed insonnia. Il farmaco può anche aumentare la pressione sanguigna. L’FDA raccomanda di non somministrare la Sibutramina ai pazienti con ipertensione. Non sono state osservate anomalie delle valvole cardiache con Sibutramina a differenza di quanto riscontrato nella Fenfluramina e Dexfenfluramina.
La Sibutramina non dovrebbe essere sommnistrata nei pazienti con malattie cardiache ( cardiopatia ischemica, insufficienza cradiaca, aritmie cardiache).

Mantenimento della perdita di peso a 2 anni
Lo studio STORM ( Sibutramine Trial of Obesity Reduction and Maintenance) ha valutato l’efficacia della Sibutramina nel mantenere la perdita� di peso per 2 anni.
In 8 Centri Europei sono stati recrutati 605 pazienti obesi, con indice di peso corporeo ( BMI) compreso tra 30 e 45 kg/m2. Questi pazienti sono stati trattati per 6 mesi con Sibutramina ( 10 mg/die) e sottoposti a dieta ipocalorica. I 467 ( 77%) pazienti che avevano perso più del 5% del proprio peso corporeo sono stati randomizzati a ricevere 10 mg/die di Sibutramina ( n=352) o placebo ( n=115) per altri 18 mesi. Il dosaggio di Sibutramina poteva essere aumentato fino a 20 mg/die, se necessario.
L’end-point primario era il numero di pazienti in grado di mantenere almeno l’80% del peso perduto nell’arco dei primi 6 mesi.
Il 42% dei pazienti ( n=14 8) del gruppo Sibutramina el il 50% ( n=5 8) di coloro che assumevano placebo hanno interrotto lo studio.
Dei 204 pazienti trattati con Sibutramina, che hanno concluso lo studio, 89, pari al 43%, hanno mantenuto l’80% o più del loro peso corporeo rispetto a solo 9 ( 16%) dei 57 soggetti del gruppo placebo.
Venti pazienti ( 3%) nel gruppo Sibutramina ha interrotto lo studio a causa dell’aumento della pressione sanguigna.

Interazioni farmacologiche e precauzioni d’uso
Deve essere attentamente valutato l’impiego conntemporaneo della Sibutramina, un farmaco classificato coem anti-obesità , con i farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale, specialmente i farmaci serotoninergici ( Fluoxetina, Paroxetina, Sertralina ).
Con questi farmaci sono stati riportati anche reazioni fatali , a causa dell’insorgenza della sindrome della serotonina. Inoltre la Sibutramina, per il fatto che inibisce il reuptake della serotonina, non deve essere somministrata contemporaneamente agli inibitori della MAO ( monoamino ossidasi).
Prima di somministrare la Sibutramina è necessario sospendere la somministrazione degli inibitori MAO ed attendere almeno due settimane ( periodo di wash-out).
La Sibutramina assunta contemporaneamente a farmaci anti-emicranici ( come Sumatriptan) può produrre la sindrome della serotonina. Lo stesso discorso è esteso anche a certi oppioidi ( Dextrametorfano, Meperidina, Pentazocina, Fentanil ) a Litio e Triptofano.
La sindrome della Serotonina è caratterizzata da agitazione , debolezza, tremore, atassia, disartria, ipertermia, dilatazione pupillare, diaforesi, emesi e tachicardia.
La sindrome della serotonina può risultare anche mortale. La Sibutramina non deve essere impiegata in modo concomitante a farmaci che aumentano la pressione sanguigna o che aumentano la frequenza cardiaca.
Non è consigliabile usare la Sibutramina durante l’associazione con farmaci da raffredamento o anti-allergici, contenenti Efedrina, Pseudoefedrina, Fenilpropanolamina.
Poiché il citocromo P450 interviene nella metabolizzazione della Sibutramina, deve essere evitata la contemporanea somministrazione di Sibutramina e dei farmaci ( Ketoconazolo, Eritromicina) , che vengono metabolizzati dallo stesso sistema del Citocromo P450. ( Xagena_2001 )

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