Rimonabant
Il rimonabant (nome commerciale Acomplia) promette di spazzare via tutti i dimagranti da banco la cui efficacia si è sempre dimostrata praticamente nulla. Si tratta sempre di un farmaco, ma sembra senza gli effetti collaterali degli altri dimagranti su prescrizione.
Il rimonabant è un bloccante (attualmente l’unico) selettivo del recettore CB1 dei cannabinoidi ed è stato sviluppato da Sanofi-Aventis (ex Sanofi-Synthelabo); in pratica blocca il legame dei cannabinoidi endogeni (come l’anadamide) ai recettori CB1. Il recettore CB1 è presente sia nel cervello che in altri tessuti (per esempio il tessuto adiposo). L’attivazione di questi recettori aumenta l’appetito; ovvio quindi che il rimonabant possa essere una nuova frontiera nella lotta all’obesità. Poiché il sistema dei cannabinoidi è coinvolto anche nella dipendenza da tabacco, è possibile che il rimonabant abbia effetti anche nella lotta al fumo.
Le precedenti esperienze - La strada di inibire processi coinvolti nel meccanismo della fame (anoressanti che lavorano sul metabolismo della serotonina e della noradrenalina, inibitori della lipasi -ORLISTAT-, agonisti del beta3adrenorecettore, agonisti della leptina e della melanocortina-3) non è nuova. I tentativi precedenti hanno avuto scarso successo per gli effetti collaterali oppure per meccanismi di controllo del corpo che, una volta ingannato, reagiva comunque, tentando di ripristinare in altri modi la situazione (leggasi, stimolo della fame).
I test - La situazione del rimonabant sembra essere diversa rispetto alle ricerche precedenti sulle altre sostanze. Il test RIO (1.036 soggetti distribuiti in tre gruppi, placebo, 5 mg/giorno, 20 mg/giorno; ricerca condotta da Jean-Pierre Despres della Laval University di Quebec, Canada) mostrava ottimi risultati in termini di riduzione di peso, circonferenza addominale, lipidemia, profili glicemici. Dopo un anno i soggetti che avevano ricevuto 20 mg avevano perso circa 8,6 kg (il 5% del peso iniziale) e 9,1 cm al girovita, migliorato il colesterolo HDL del 23% e ridotto i trigliceridi del 15%. Per contro il gruppo cui era stato dato il placebo aveva perso circa 4 kg. La tolleranza è stata buona con disturbi transitori (nausea e vomito, vertigini).
In un altro studio il trattamento con 20 mg/giorno di rimonabant ha ridotto della metà il numero di pazienti diagnosticati con iniziale sindrome metabolica, cioè l’associazione di diabete tipo 2, insulinoresistenza, ipertrigliceridemia, obesità, ipertensione arteriosa, aumentata incidenza di cardiopatia.
Il test Status ha preso in esame 787 fumatori (23 sigarette di media al giorno), anch’essi suddivisi nei tre gruppi (placebo, 5 mg/giorno, 20 mg/giorno). Il fumo era permesso per le prime due settimane, con la richiesta di smettere al quindicesimo giorno. Si sono considerati positivi al test coloro che non hanno fumato nelle ultime 4 settimane delle 10 di durata complessiva del test. Per il gruppo con 20 mg/giorno di rimonabant il successo è stato del 36%, mentre per il gruppo con 5 mg o per il gruppo con placebo la percentuale è stata del 20%. Inoltre questi due gruppi hanno mostrato un incremento corporeo dell’84% rispetto a quello del primo gruppo. Lo studio è importante perché fissa in 20 mg/giorno la dose efficace del farmaco, dose sulla quale si devono fare le considerazioni di tolleranza.
Perché è importante - Perché spazza via tutte le illusioni che portano con sé i dimagranti da banco. Infatti il rimonabant è il meglio che la farmacologia possa attualmente sperare di usare contro l’obesità, eppure i risultati valutati nell’ottica del semplice sovrappeso sono decisamente modesti. Come dire, per il sovrappeso non restano ancora che dieta e attività fisica!
Infatti consideriamo i tre risultati principali:
* lavora sullo stimolo dell’appetito
* calo ponderale del 5%, reale del 2,5% (infatti il gruppo placebo di controllo cala comunque del 2,5%: durante la ricerca entrambi i gruppi migliorano il loro stile di vita)
* dopo un anno di terapia (esattamente 44 settimane) le curve tendono al plateau, cioè non ci si deve aspettare un ulteriore miglioramento.
Una persona di 175 cm per 80 kg (IMC di 26) che non vuole cambiare il suo stile di vita può assumere il farmaco per un anno e aspettarsi di perdere SOLO 2 kg!!!
Questi dati sono importanti perché probabilmente incominceranno a circolare informazioni distorte. La più banale: con il rimonabant perdi quasi 10 kg! Assurdo perché la perdita è percentuale; la media dell’esperimento è stata di 8,6 kg con rimonabant cambio di stile di vita (ricordiamo il -4 kg del gruppo placebo) semplicemente perché si partiva da obesi del peso di circa 160 kg.

